Il nostro viaggio comincia qualche giorno prima di Natale quando portiamo le 3 macchine al porto di Livorno per essere imbarcate nei containers della Naviera Pinillos, compagnia spagnola che trasporterà le nostre benamate in suolo africano nel giro di una decina di giorni. Lasciamo Livorno con la garanzia dello spedizioniere che la nave sarà ad Agadir entro fine anno; prenotiamo quindi biglietti aerei per il 3 gennaio non fidandoci troppo della data di arrivo stimata della nave spagnola porta container. Il giorno 3 gennaio atterriamo ad Agadir verso le 18 carichi come delle molle ed immediatamente telefoniamo allo spedizioniere locale il quale ci avverte che la nave non è ancora arrivata e che, inshallah dovrebbe farlo la mattina successiva. La mattina seguente (4 gennaio) abbiamo la conferma tanto attesa, la nave è in porto e sta scaricando i containers; per esperienza so che non ce la faremo mai a sdoganare in giornata e quindi metto pressione allo spedizioniere perché tutto sia effettuato entro le 12 del giorno successivo. Come al solito gli dico che organizzo viaggi e che se mi renderà un buon servizio in tempi e cifre adeguate tornerò presto. (NB: in Africa la speranza di un domani migliore ha un valore molto più alto che da noi). Il 5 gennaio alle 4 del pomeriggio usciamo trionfalmente dalla dogana del porto di Agadir e c’incamminiamo verso sud con obiettivo Tan Tan plage come prima tappa, ma, un po’ per il grande traffico sia in città che, soprattutto, per i primi 40-50km in uscita dalla stessa (in pratica quasi fino Tiznit) i nostri tempi si dilatano sensibilmente. A Goulimine è già buio e decidiamo di fare sosta presso il mitico Fort Bou Jerif che ci [...]
Islanda In Tour
Pilotissimo2017-11-17T16:25:34+01:00Immagini d'Islanda in fuoristrada! ... il nostro cliente con molto coraggio ha girato tutta l'Islanda in lungo e in largo assieme alla propria moglie in dolce attesa ... consapevoli di questa particolare condizione della consorte abbiamo curato maniacalmente l'affidabilità del mezzo.
Suzuki SJ 413 Santana Kawasaki
Pilotissimo2013-11-12T16:49:39+01:00Tanto per farvi un'idea di come si possa trasformare un Suzukino ...
Suzuki Turbo Al Motor Show
Pilotissimo2013-11-12T16:45:00+01:00Era tanto che volevamo realizzare qualcosa di diverso, sul mitico Suzukino che da 25 anni cavalca i campi di gara si era già visto ogni tipo di elaborazione ma noi volevamo fare qualcosa di innovativo, qualcosa che non si fosse mai visto prima. Alla domanda del nostro amico Gabriele "dai diamo un po' di cavalli al Suzukino?" abbiamo colto la palla al balzo. Lui di passione se ne intende visto che è il titolare della concessionaria Harley Davidson a Bologna pertanto il pallino del particolare, della genialità è insito in lui. Gli abbiamo fatto la proposta "ok, a te i pezzi e a noi la mano d'opera … " anticipandogli fuori dai denti "qui non si sa dove si va a finire" anche se poi sa che siamo professionisti con la testa sulle spalle. Siamo quindi partiti dai 63 cavalli del motore originale con il mono iniettore e siamo arrivati a 120 cavalli con 5 iniettori e centralina aggiunta, intercooler e, infine come vera chicca, la turbina comandata dall'albero motore mediante una cinghia poli v. Il grande vantaggio sta nell’ottenere un sistema molto più "freddo" e che anche in presenza di temperature elevatissime con shock termici come l'entrata in guadi profondi non si verifica la problematica di crepe nella turbina. Questo sistema racchiude i vantaggi del compressore volumetrico poiché è comandato dalla cinghia entrando subito in azione senza murare agli alti regimi tipici del volumex, inoltre le dimensioni della turbina possono essere elevate per una grande potenza poiché non vi è il classico ritardo delle turbine comandate dai gas di scarico. La prima grande soddisfazione, anche se la macchina non gareggia, è l'elevato numero di chilometri percorsi in piena affidabilità, e l'ultima soddisfazione è stata [...]
Proto Dixi
Pilotissimo2017-11-17T16:25:34+01:00Questo prototipo è nato grazie soprattutto alla fiducia che il nostro cliente ed amico Wilmo ha riposto in noi. L’obiettivo di questa macchina era come al solito Dakar. A forza di studiare e pensare come poter rendere questa macchina veloce, stabile e soprattutto con costi di gestione contenuti confrontandoci con i nostri amici e colleghi Massimo e Luigi, abbiamo optato per un telaio Range Rover debitamente allungato per poter mantenere lo stesso passo della vettura di serie, ponti rinforzati Range Rover ma motore e cambio Nissan. Il motore era l’ennesima scommessa, con l’amico Fabrizio e Raffaele titolari della TDD abbiamo sviluppato una centralina personalizzata costruita interamente partendo da zero al fine di poter modificare ogni parametro, cosa che in quel momento era un esperimento ancora in fase embrionale anche per una grossa azienda come Bosh. Per esasperare la potenza abbiamo poi montato una turbina americana Turbo charged accoppiata a uno scarico Exhaust, la stessa ditta che produce e progetta gli scarichi della Ferrari. Il cuore del motore è rimasto volutamente inviolato per poter testare l’affidabilità pur raddoppiandone la potenza. Per quanto riguarda gli ammortizzatori ci siamo affidati all’esperienza del povero Paolo Scola. A parte la cellula abitativa rinforzata con l’obbligatorio roll bar, tutte le restanti parti della carrozzeria sono state auto costruite con leggerissimi fogli di kevlar e carbonio. Purtroppo per impegni lavorativi questa volta non siamo nemmeno partiti alla volta di Dakar ma siamo consapevoli di aver costruito questo meraviglioso mezzo che comunque ci ha arricchito di una grandissima esperienza.